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La razza bovina piemontese detta "Fassone"

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Continua il nostro viaggio tra le eccellenze del Piemonte 
Oggi vi parliamo della razza bovina piemontese detta "Fassone" 

Sapevate che gli antenati dei bovini di razza piemontese con tutta probabilità furono "Zebù" originari del subcontinente indiano? Secondo alcune ricerche 25-30 mila anni fa questa razza migrò in Europa incrociandosi con la specie locale dei "Bos primigenius" dando origine alla razza piemontese.

Il termine "Fassone" deriva da una caratteristica peculiare dell'animale, ovvero un'ipertrofia muscolare: in passato gli animali che ne erano portatori venivano identificati con i termini piemontesi "dla fasson" (da cui il termine "Fassone").

Lo Chef propone: "il carpaccio di Fassone piemontese con scaglie di grana e tartufo nero"

Alto Monferrato terra di castelli

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Sapevate che nella sola provincia di Alessandria si contano ben 258 strutture fortificate? Quella del nostro territorio è una realtà unica al mondo. Ma perché un così alto numero di castelli?
Attorno all'anno mille il nostro territorio subiva le incursioni dei Saraceni che dalle coste della Liguria si addentravano nel Monferrato per compiere razzie. Così gli abitanti dei paesi costruirono i primi palazzi fortificati con torri d'avvistamento che, attraverso un sistema di fuochi, fungevano da strumenti di segnalazione.

La nostra pasticceria secca: i "baci di dama"

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I baci di dama sono un prodotto d'eccellenza della pasticceria piemontese.
Leggenda narra che Vittorio Emanuele II, volendo assaggiare un dolce nuovo, chiese al proprio cuoco di preparargli qualcosa di originale. Questi, avendo a disposizione solo burro, zucchero, mandorle, nocciole e cioccolata, creò i "baci di dama".
Questa chiaramente è solo una leggenda. I baci di dama sono originari di Tortona, dove nacquero più di un secolo fa.
Il nome "bacio di dama" deriva dalla forma: il dolcetto è infatti formato da due semisfere di pasta (unite dal cioccolato) che ricordano due labbra intente a baciare.

Il castello si trasforma in set per un videoclip musicale

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Il castello di Trisobbio non è solo una location per matrimoni ed eventi: per un giorno si è trasformato in set per le riprese del videoclip degli ALO EAZY e del loro brano "Jingle Jungle". A breve l'uscita del video. 

Il gruppo è originario di Capriata d'Orba. La formazione di base è composta da:
Michele Aloisi - Voce
Marcello Geraci - Chitarra
Simone Zunino - Chitarra solista
Gabriele Zunino - Batteria 
 

Tagliolini o tagliatelle? Voi cosa preferite?

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Tagliolini e tagliatelle sono due formati differenti di pasta fresca: i primi più sottili, le seconde più larghe. Ma voi quali preferite?

Curiosità sulla pasta: ha origini molto antiche. Fin da tempi remoti la pasta si è sviluppata in Europa e Asia in maniera parallela e indipendente. 
Nell'area mediterranea della penisola italica divenne una tradizione tramandata sino ad oggi.

Nel nostro menù, tra le tante portate, lo Chef propone:
tagliolini al tartufo e tagliatelle al ragù di lepre.

Trisobbio: conoscete l'origine del nome?

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Trisobbio: conoscete l'origine del nome?
Leggenda vuole che Trisobbio sia stato fondato da tre famiglie di uomini sobri (fratelli di sette uomini ebbri, fondatori di Strevi), per questo motivo Tres Sobri.

"Filetto alla Rossini" o "Tournedos Rossini": come nacque la ricetta e perché si chiama così?

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Gioachino Rossini non fu solo un grande compositore, ma anche un grande appassionato di cucina. La fama di gourmet di Rossini è data, oltre che dalla notevole passione, anche dal rispetto che Gioachino otteneva nei ristoranti salutando tutto il personale in sala, ma soprattutto (alquanto inusuale all?epoca) entrando direttamente nelle cucine dei locali, per parlare con gli chef. 
Questo comportamento provocò la nascita di una leggenda: alla richiesta di Rossini di una variazione al tartufo per il suo filetto, uno chef gliel?avrebbe negata. Rossini, irato, esclamò: ?Alors, tournez le dos!?, letteralmente ?Giratevi di spalle? ossia ?Fatevi da parte?. Da questa leggenda si vuole che prenda il nome il piatto Tournedos Rossini, ossia un filetto di manzo cotto nel burro, accompagnato da foie gras fresco e aromatizzato con tartufo nero e Madera.
http://www.agrodolce.it/?/filetto-alla-rossini-leggende-cu?/

Nel fine settimana questa appetitosa ricetta sarà presente nel menù alla carta curato dallo Chef Juri Risso.

Il tartufo bianco, un'eccellenza da sempre

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CURIOSITÀ: Le prime testimonianze scritte sull'uso del tartufo in cucina risalgono al 1600-1700 a.C. quando i Sumeri lo abbinavano a orzo, ceci e lenticchie.
Il tartufo fu molto apprezzato anche dagli antichi romani: Plinio il Vecchio lo definì ?callo della terra?, mentre Giovenale lo apprezzava al punto tale da affermare che ?era preferibile che mancasse il grano piuttosto che i tartufi?.

Al castello nuovi piatti studiati per esaltare il sapore di questa eccellenza simbolo delle nostre terre.

Il fungo porcino

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Esistono diverse varietà di funghi porcini e i criteri per distinguerli, oltre a forma e tonalità di colore, sono il luogo e l' albero sotto il quale nascono.
Ne esistono quattro specie: Boletus edulis, Boletus aereus, Boletus aestivalis, Boletus pinophilus.
Ovviamente non possono mancare nel nostro menù. Sia come sugo per i tagliolini, saltati o impanati e fritti, con questo prodotto meraviglioso nella nostra cucina i profumi d'autunno si fanno più intensi.

"Oh guata: un fungo, e quivi un altro: oh quanti funghi usciti son per tutto appena han vista quella poca di piova." Giacomo Leopardi.

La Nocciola Piemonte IGP

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La "Nocciola Piemonte IGP" anche conosciuta come "Tonda Gentile Piemontese" è un'eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo.
È prodotta nelle terre di Monferrato, Langhe e Roero ed è particolarmente apprezzata per il suo aroma piacevole ed intenso.
Questo prodotto straordinario non può mancare nella cucina dello Chef Juri Risso; una delle proposte del menù è il "Flan di nocciole con fonduta al Castelmagno e porcini saltati".

Prova

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Il castello di Trisobbio è di origine medioevale, risalente al XIII secolo; la struttura originaria fu poi modificata dai Malaspina due secoli più tardi. 
A fine '800 si trovava in stato di degrado, ma nel corso del secolo successivo vari interventi di ristrutturazione gli conferirono il suo aspetto attuale.
Oggi il castello di Trisobbio è sia ristorante che albergo. La location è adatta a eventi, week-end romantici, pranzi di lavoro, degustazioni, cerimonie quali matrimoni e comunioni.